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CASI TRATTATI

Il TAR Catania ha accolto il ricorso proposto contro il provvedimento di rigetto della domanda di emersione dal lavoro irregolare emesso dal Ministero dell’Interno e dalla Commissione Territoriale competente.

Il provvedimento impugnato era fondato esclusivamente sulla presenza di una precedente condanna per il reato di cui all’art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990 (c.d. piccolo spaccio), ritenuta automaticamente ostativa alla regolarizzazione.

Il Collegio, richiamando la più recente giurisprudenza della Corte costituzionale, ha affermato che non è più consentito applicare automatismi espulsivi o ostativi senza una concreta valutazione della pericolosità sociale del richiedente.

Secondo il TAR, l’Amministrazione avrebbe dovuto considerare elementi quali:

  • il tempo trascorso dalla condanna;
  • il comportamento successivo;
  • l’eventuale percorso rieducativo;
  • la concreta attualità della pericolosità sociale.

Per tali ragioni il Tribunale ha annullato il provvedimento di rigetto, facendo salve le ulteriori determinazioni dell’Amministrazione nel rispetto dei principi affermati in sentenza.

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Il Tribunale del Lavoro di Catania ha dichiarato cessata la materia del contendere in una controversia promossa avverso un provvedimento INPS di recupero di somme ritenute indebitamente percepite a titolo di NASpI.

La vicenda traeva origine da un errore materiale nella compilazione del modello UNILAV relativo alle date del rapporto di lavoro, successivamente corretto dall’istituto scolastico datore di lavoro.

A seguito del riesame della pratica in autotutela, l’INPS ha annullato il recupero disposto, con condanna dell’Istituto al pagamento parziale delle spese di giudizio.

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Il TAR Sicilia – Catania ha accolto il ricorso proposto avverso un’ordinanza contingibile e urgente emessa dal Comune ai sensi dell’art. 54 del TUEL in materia di occupazione di alloggio popolare.Il TAR Sicilia – Catania ha accolto il ricorso proposto avverso un’ordinanza contingibile e urgente emessa dal Comune ai sensi dell’art. 54 del TUEL in materia di occupazione di alloggio popolare.
La sentenza ribadisce che il potere extra ordinem del Sindaco può essere esercitato solo in presenza di concreti presupposti di pericolo per l’incolumità pubblica, supportati da adeguata istruttoria e congrua motivazione.
Il Tribunale ha annullato il provvedimento impugnato, condannando il Comune alla refusione delle spese di lite.

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Il TAR Catania ha accolto il ricorso per ottemperanza promosso nell’interesse di un lavoratore nei confronti del Ministero della Salute e del Ministero dell’Istruzione e del Merito per la mancata esecuzione di una sentenza passata in giudicato della Corte d’Appello di Catania.

Il Tribunale ha ordinato alle Amministrazioni di dare integrale esecuzione al giudicato entro il termine fissato in sentenza, nominando sin d’ora un Commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inerzia.

Il TAR ha inoltre rigettato la richiesta di rinvio formulata dall’Avvocatura dello Stato, rilevando l’assenza di circostanze eccezionali idonee a giustificare il differimento della trattazione.

Condanna altresì delle Amministrazioni al pagamento delle spese di giudizio.

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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto l’appello proposto avverso i provvedimenti con cui il Comune aveva sospeso il procedimento di attuazione di un piano di lottizzazione già approvato.

La sentenza afferma che eventuali sopravvenienze urbanistiche o paesaggistiche successive all’approvazione del piano non possono incidere su una posizione giuridica ormai consolidata, salvo l’esercizio dei poteri di autotutela nei casi previsti dalla legge.

Il CGA ha inoltre ribadito i limiti all’applicazione delle misure di salvaguardia urbanistica ed ha condannato il Comune al pagamento delle spese processuali.

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La Corte di Appello di Catania, in sede di rinvio a seguito di annullamento della Corte di Cassazione, ha accolto la domanda risarcitoria proposta da medico specializzando per il mancato tempestivo recepimento delle direttive comunitarie in materia di remunerazione della formazione specialistica.La Corte di Appello di Catania, in sede di rinvio a seguito di annullamento della Corte di Cassazione, ha accolto la domanda risarcitoria proposta da medico specializzando per il mancato tempestivo recepimento delle direttive comunitarie in materia di remunerazione della formazione specialistica.
La decisione richiama i principi elaborati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla Suprema Corte in tema di responsabilità dello Stato per omessa attuazione delle direttive UE.
La Corte ha condannato le amministrazioni convenute al pagamento delle somme spettanti a titolo risarcitorio.

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La Corte di Appello di Catania, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha accolto le doglianze dei proprietari di un immobile confinante in una controversia relativa a distanze legali, stillicidio e convogliamento delle acque piovane.

La Corte ha ordinato alla controparte di realizzare un sistema di smaltimento delle acque meteoriche idoneo ad evitare lo scarico verso la proprietà confinante, confermando per il resto le statuizioni già emesse dal Tribunale.

La pronuncia affronta anche il tema del danno da violazione delle distanze legali, richiamando i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione in materia di “danno presunto” e tutela del diritto di proprietà.

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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto l’appello proposto dal Ministero della Difesa confermando il diritto di militari dell’Aeronautica Militare alla corresponsione dell’indennità prevista per il trasferimento d’autorità.

La sentenza richiama i principi espressi dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato in materia di trasferimenti del personale militare e afferma l’inefficacia di rinunce preventive sottoscritte dai dipendenti prima della maturazione del diritto all’indennità.

Confermata la condanna dell’Amministrazione al pagamento delle somme dovute e delle spese di giudizio.

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Il Tribunale di Siracusa con sentenza passata in giudicato ha accolto il ricorso promosso nell’interesse del personale docente volto al riconoscimento integrale del servizio pre-ruolo ai fini giuridici ed economici.
La decisione richiama i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia UE.

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